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3 maggio 2009, la mia prima volta alla gola di Su Gorropu

lunedì 11 maggio 2009 scritto da Luigi Vinci Letto 3.355 volte lascia un commento »

Gorropu141L’idea era quella di andare a visitare Tiscali, il villaggio nuragico, ma abbiamo cambiato itinerario all’ultimo momento optando per l’affascinante gola di Su Gorropu.

Siamo partiti sabato mattina da Cagliari, abbiamo scelto di dormire in un agriturismo vicino a Dorgali, S’ozzastru, per poi affrontare il trekking la domenica mattina.

Durante il tragitto ce la siamo presa con calma, abbiamo visitato Ghilarza, il lago Omodeo e siamo arrivati a destinazione intorno alle 19.  Ci ha accolto la proprietaria che ci ha fatto sistemare nelle nostre camere. La cena è stata impeccabile, non a caso il ristorane compare nella guida del gambero rozzo, e mi ha sicuramente fornito le energie per affrontare l’escursione di domenica senza grandi difficoltà.

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Abbiamo incominciato con degli antipasti: pomodori freschi su ricotta salata, melanzane al sugo, melanzane fritte, pancetta, salame e lonza. Poi ci hanno portato dei malloreddus fatti in casa con sugo e salsiccia fresca. Come secondo ci hanno servito del gustosissimo agnello in umido, cucinato in maniera divina. Per concludere ci hanno servito scaglie di parmigiano e dell’insalata verde. La cena si è conclusa con seadas al miele, caffè e acqua vite alla genziana, l’idraulico liquido a confronto è acqua minerale. In tavola non è mai mancato il vino della casa, di quello che macchia il bicchiere e del gustosissimo pane.

L’indomani mattina siamo partiti dall’agriturismo in direzione Dorgali, da li abbiamo seguito la circonvallazione fino al bivio per l’Hotel S. Ellene. Una volta imboccata la strada non si deve fare altro che tirar dritti e costeggiare la montagna. Ad un tratto la striscia di asfalto si interrompe e dopo un centinaio di metri si deve parcheggiare la macchina per proseguire a piedi.

La gola di Su Gorropu è una spaccatura creata dall’azione abrasiva del Rio Flumineddu che nel corso dei millenni ha inciso inesorabilmente la porzione del Supramonte compresa tra Orgosolo e Urzulei; dai monti di qusti territori il Rio Flumineddu scivola verso la valle di Dorgali creando piccoli laghetti e numerose sorgenti. Per la sua conformazione e la sua estensione la gola di Su Gorropu viene chiamata Gran Canyon d’Europa.

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Una volta parcheggiata la macchina abbiamo proseguito a piedi, dopo un po siamo arrivati al ponte di “sa Barva” (ora crollato) e dopo circa 15 minuti abbiamo incontrato un bivio, a destra si va a Tiscali e a sinistra si va alla gola di su Gorropu. Dopo 2 ore di cammino, seguendo un sentiero ben segnalato lungo il rio Flumineddu, siamo finalmente arrivati all’imboccatura della gola.

A questo punto il paesaggio è cambiato radicalmente,  a destra e sinistra enormi pareti rociose e sul nostro cammino giganteschi massi levigati, alcuni decisamente molto scivolosi. Durante il percorso sono state posizionate delle corde per permettre l’escursione, noi ci siamo fermati fino al secondo passaggio in corda.

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Ecco alcuni filmati dove puoi vedere quanto sono scivolose le rocce:

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Pause comprese (due e molto brevi) abbiamo impiegato poco meno di 8 ore per andare e tornare.
Il periodo consigliato per l’escursione è quello primaverile ed estivo, in altri periodi invece è necessario andare con apposita attrezzatura (corde, muta, canotto…)

Fonti: | www.mondosardegna.net |

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