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Il mio pensiero oggi va ad Ambrogio Fogar

giovedì 15 ottobre 2009 scritto da Luigi Vinci Letto 15.884 volte lascia un commento »

luviweb.it » Jonathan dimensione avventura, Ambrogio Fogar | Luigi Vinci Weblog  “È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando sei sul punto di dire basta. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Non mi arrendo, non voglio perdere”.

Il pensiero del mitico Ambrogio Fogar

[...]Grazie ad un video segnalato su FriendFeed da Eddy mi sono ricordato di Ambrogio Fogar.

Sono passati 4 anni dalla sua morte. Quell’uomo per me era e resterà un mito.

Sono dell’idea che l’unica cosa che rimane dopo la morte è il ricordo di noi in quelli che rimangono.

Erano anni che non pensavo a lui e realizzare questa cosa non so perché ma mi ha fatto venire un po di amarezza, come se involontariamente gli avessi fatto un torto.

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Ambrogio Fogar fondamentalmente era un “drogato” di adrenalina, ma a quell’epoca io vedevo solo un uomo coraggioso in grado di affrontare sfide immense.

Ambrogio Fogar non era un attore come Rambo, non era un fumetto come spiderman, Ambrogio Fogar era una persona reale con una grande determinazione che gli consentiva di affrontare situazioni difficili e pericolose, un esempio da seguire “se ci riesce lui possiamo farcela tutti“.

Ambrogio Fogar fondamentalmente era un “drogato” di adrenalina, ma a quell’epoca io vedevo solo un uomo coraggioso in grado di affrontare sfide immense contando solo sulle sue forze.

Credo che la cosa che lo rendeva veramente speciale ai miei occhi era il fatto che non era un attore come Rambo, non era un fumetto come spiderman, non era insomma un personaggio di fantasia ma una persona reale, con una grande determinazione che gli consentiva di affrontare imprese e situazioni difficili, pericolose;

Ambrogio Fogar era un esempio da seguire “se ci riesce lui possiamo farcela tutti”.

www.luviweb.it » Ambrogio Fogar | Luigi Vinci WeblogAmbrogio Fogar è nato a Milano il 13 Agosto 1941.
Ha attraversato le Alpi con gli sci per ben due volte e aveva solo 18 ani quando lo ha fatto.

Si è dato al volo e ai lanci con il paracadute e nemmeno un gravissimo incidente durante un lancio è riuscito a tenerlo lontano dall’avventura.

Ripresosi dall’infortunio ha ricominciato a volare conseguendo il brevetto di volo per piccoli areoplani.

Dopo la montagna e il cielo Ambrogio Fogar si innamora del mare.

Nel 1972 attraversa in solitario l’Atlantico del Nord per buona parte senza l’uso del timone.
Nel gennaio 1973 partecipa alla regata Città del Capo – Rio de Janeiro.
Dal primo novembre 1973 fino al 7 dicembre 1974 compie il giro del mondo in barca a vela in solitario navigando da Est verso Ovest contro le correnti e il senso dei venti.

Nel 1978 stava tentando di circumnavigare l’Antartide con la sua barca “Surprise“. Tutto filava liscio quando incredibilmente un’orca ha affondato la barca.

Zattera_salvataggio_FogarAmbrogio fogar e il giornalista e amico Mauro Mancini, si ritrovano così naufraghi al largo delle isole Falkland. Il naufragio è durato ben 78 giorni.

L’amico purtroppo non è sopravvissuto ed è morto due giorni prima del salvataggio a causa di una grave polmonite.

Quando Ambrogio Fogar è rientrato in Italia ha dovuto difendersi da varie e infondate accuse per la morte dell’amico giornalista.

Non sono mai stato un appassionato di libri, ne ho letto veramente pochi, ma quello scritto da lui “La Zattera“, dove vengono  raccontati quei tragici 78 giorni, è uno di quei libri che difficilmente scorderò.

Un libro intenso, che ho letto quasi d’un fiato e che ti suggerisco assolutamente di leggere se ancora non lo hai fatto.

Strano che nessuno ci abbia fatto un film!!

www.luviweb.it » armaduk e Ambrogio Fogar | Luigi Vinci WeblogDopo questa Avventura/Disavventura Ambrogio Fogar parte per l’Alaska per imparare a guidare i cani da slitta, poi si trasferisce nella zona dell’Himalaia e successivamente in Groenlandia, tutto questo per affrontare il viaggio che lo ha definitivamente reso famoso: l’attraversata a piedi e in solitaria del polo nord assieme al suo fedele cane Armaduk.

Dopo queste imprese Fogar approda in televisione con la trasmissione “Jonathan: dimensione avventura“: per sette anni Fogar girerà il mondo con la sua troupe, realizzando immagini di rara bellezza e spesso in condizioni di estremo pericolo.

Si ributtò  nell’avventura partecipando a tre edizioni della Parigi-Dakar oltre a tre Rally dei Faraoni.

www.luviweb.it » Ambrogio Fogar Luigi Vinci WeblogIl 12 settembre 1992 accade una tragedia: durante il raid Parigi-Mosca-Pechino la macchina su cui viaggia si capovolge e Ambrogio Fogar si ritrova con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato.

Da quel momento l’inarrestabile Ambrogio Fogar verrà costretto in un letto di ospedale, in un’assoluta immobilità perenne, collegato alle macchine per la respirazione assistita.

Ambrogio Fogar intraprende così la sua più grande sfida: sopravvivere!!

www.luviweb.it » Ambrogio Fogar in barca a vela con una sedia a rotelle basculante |Luigi Vinci WeblogNell’estate del 1997 compie un giro d’Italia in barca a vela su di una sedia a rotelle basculante.

Battezzato “Operazione Speranza“, nei porti dove si ferma, il giro promuove una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle persone disabili, destinate a vivere su una carrozzella.

E’ una grande dimostrazione di forza e determinazione.

Nel suo libro “Solo – La forza di vivere” ha scritto:

In queste pagine ho cercato di mettere tutto me stesso.
Soprattutto dopo essere stato così duramente ferito dal destino.
Tuttavia ho ancora un ritaglio di vita.
E’ strano scoprire l’intensità che l’uomo ha nei confronti della voglia di vivere: basta una bolla d’aria rubata da una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare quella lotta basata su un solo nome: Speranza.
Ecco, se leggendo queste pagine qualcuno sentirà la rinnovata voglia di sperare, avrò assolto il mio impegno, e un altro momento di questa vita così affascinante, così travagliata e così punita si sarà compiuto.
Una cosa è certa: nonostante le mie funzioni non siano più quelle di una volta, sono fiero di poter dire che sono ancora un uomo.”

E in un’intervista aveva detto

È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando sei sul punto di dire basta. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Nell’oceano ero io a scegliere, e la solitudine diventava una compagnia. In questo letto sono costretto a subire, ma ho imparato a gestire le emozioni e non mi faccio più schiacciare dai ricordi. Non mi arrendo, non voglio perdere”.

www.luviweb.it » Ambrogio Fogar in sedie a rotelle davanti alla sua barca a vela | Luigi Vinci WeblogDal suo letto Ambrogio Fogar aiutava la raccolta di fondi per l’associazione mielolesi, era testimonial per Greenpeace contro la caccia alle balene, rispondeva alle lettere degli amici e collaborava con “La Gazzetta dello Sport” e “No Limits world“.

“Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo”, diceva Fogar.

nel 2005 era pronto a recarsi in Cina per sottoporsi alle cure con cellule fetali del neurochirurgo Hongyun ma, poche settimane prima della partenza, il 24 agosto, Ambrogio Fogar è morto a causa di un arresto cardiaco.

Ecco, volevo solo ricordare questo grande Uomo

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Sigla di apertura del programma “Jonathan – dimensione avventura” condotto da Ambrogio Fogar

Sigla di chiusura del programma “Jonathan – dimensione avventura” condotto da Ambrogio Fogar.

Fonte: Eddy via FriendFeed, mondoboxe.com

Spazio vuoto, lo vuoi tu? Contattami ;)
  • http://www.impossibile.info/ CrazyHorse

    mi hai fatto venire la pelle d’oca, specialmente con i due video…ero bambino, quanti ricordi…

    • http://www.luviweb.it admin

      Ciao CrazyHorse
      Ben arrivato, non ti ho mai visto su LuVi Weblog.

      Immagino cosa tu abbia provato, anche io questa mattina, quando ho visto il video, sono letteralmente tornato indietro nel tempo!

      Veramente un grande uomo, fino alla fine!

      • http://www.impossibile.info/ CrazyHorse

        sei nei miei feed già da un po’, anche se non ho mai commentato :)
        fogar era uno dei miti di quando ero piccolo…poi è diventato un qualcosa in più, uno dei simboli di quel “nothing is impossible” che da il titolo al mio blog…

        • http://www.luviweb.it admin

          Grazie Francesco :)
          posso sapere in quanti mi seguono via feed dal contatore ma non chi sono (^_^)

          Ne approfitto per farti i complimenti per il tuo blog, sono rimasto sorpreso quando ho capito che gira su wordpress :) bravo

          Penso che, oltre al mito di Fogar, io e te abbiamo molte cose in comune.

          Ciao :)

  • Victor

    Bella frase intensa… Nulla da aggiungere

    • http://www.luviweb.it admin

      Esatto, non si può aggiungere nulla

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  • carla

    io quest’uomo l’ho sempre ammirato. Ho letto il suo libro “la zattera” e mi ha emozionato molto. ERA UN GRANDE.

    • http://www.luviweb.it Luigi Vinci

      Ciao Carla,
      si, veramente un grand’uomo :)

      Ciao
      Luigi