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L’emozione di una vita

domenica 06 febbraio 2011 scritto da Luigi Vinci Letto 3.256 volte lascia un commento »

Enrico è diventato Papà da pochissimi giorni, sua moglie Simona ha messo al mondo Lorenzo :)

Enrico ha scritto due righe nel tentativo di descrivere il suo stato d’animo e mi ha permesso di condividerle con te.

Qual’è il senso della vita?
Albert Einstein comincia con questa enorme domanda il suo saggio sulla visione del mondo. Prosegue poi con un’altra domanda ed una risposta tutt’altro che risolutiva.

Ha un senso? Io rispondo che l’uomo che considera la propria vita e quella dei suoi consimili priva di senso non è semplicemente sventurato, ma quasi inidoneo alla vita”.

Queste semplici ed a prima vista scontate parole, sono una forte presa di posizione alla quale anche io, nel mio piccolo, mi affianco.
Siamo qui per uno scopo. Ognuno di noi. Non sappiamo quale sia questo scopo, anche se a volte ci pare di percepirlo.
Alcuni di noi fanno o faranno grandi cose per l’umanità, altri invece conducono una vita semplice, all’apparenza “inutile”. Ma uno scopo c’è sempre.
Questo scopo può essere spiegato con l’emozione.
Ogni nostro gesto è diretto a scatenare un’emozione. Che sia positiva come l’amore, l’amicizia o la solidarietà, o negativa come la brama di potere o il lusso (si, per me la ricerca del lusso fine a se stesso è qualcosa di negativo).
L’emozione.
In questi giorni questa bella compagna mi ha dato una “botta” dietro l’altra.
Per fortuna entrambe positive, dalla pubblicazione del libro a quella decisamente più importante, la nascita del mio piccolo.
Due emozioni diverse tra loro, ma che mi hanno dato piacevoli sensazioni.

Il libro è stata una soddisfazione personale, soprattutto alla presentazione, durante la quale ho fissato le facce dei parenti e amici.
In quel momento ho pensato: “posso anche non vendere neanche una copia, ma loro sono qui per me.” Vi assicuro, è come se avessi vinto al superenalotto.

La nascita di Lorenzo invece è stata un’emozione enorme e più intima. Non personale, ma qualcosa di condiviso con mia moglie (si, si, lo so… lei ha fatto tutto! –donne!-).

Vedere quel piccolo esserino nel palmo della mia mano è stata un’esperienza paradisiaca. Non è possibile descrivere l’emozione provata.
Qualcuno cerca di descriverlo, come ad esempio due mie amiche “percepiscono le emozioni con la pancia”, mia moglie Simona “prova sete in gola”.

Io non ho questa capacità di somatizzare le emozioni, è come se i miei sensi fossero staccati dal corpo. Non sento brividi, sete e morsi alla pancia.

Ma il 3 febbraio alle 8:58 del mattino ho provato qualcosa di particolare. Sentivo.
Ecco, il verbo più corretto è stato proprio “sentire”.
Sentivo una musica dentro. Come se Chopin suonasse lontanamente per Lorenzo e, questa sublime musica, la sentissi solo io.
Sicuramente mi prenderete per visionario (sempre che ci sia qualcuno ancora con il dubbio), ma è quello che ho sentito.
Quindi, viviamo per le emozioni… sperando che siano positive!

Grazie Chopin.

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