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Privatizzazione delle spiagge Sarde

martedì 16 giugno 2009 scritto da Luigi Vinci Letto 4.455 volte lascia un commento »

regionesardegnaLuciano mi segnala un appello di alcune associazioni ecologiste:

Con la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 la Giunta regionale ha emanato le nuove norme di indirizzo per il rilascio delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative o il rinnovo delle esistenti in favore delle strutture ricettive ed ha avviato la peggiore privatizzazione delle spiagge della Sardegna.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato, il 29 maggio 2009, un ricorso al Presidente della Regione autonoma della Sardegna, alla Commissione europea ed al Ministro dell’ambiente finalizzato ad ottenere la revoca o l’annullamento, per manifesta illegittimità e per evidente lesione degli interessi collettivi alla fruizione delle spiagge.

[...]

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Nella deliberazione della Giunta regionale n. 24/24 del 19 maggio 2009  non c’è stato alcun preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S., necessario in tutti i casi simili, né una valutazione di incidenza, visto che interessa potenzialmente numerosi siti di importanza comunitaria – S.I.C.

Conseguentemente, alla Commissione Europea è stato richiesto di valutare il provvedimento regionale ai fini della verifica del rispetto della normativa comunitaria in materia di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 2001/42/CE) e di salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora (direttiva n. 92/43/CEE ed allegati), ai sensi dell’art. 226 del Trattato CE.

Le strutture di lusso e più vicine alla costa saranno favorite, a scapito di quelle più modeste.
Prendi in considerazione il Chia Laguna Resort, con la sua imponenza potrebbe beneficiare di circa 6 mila metri quadri di concessione. Gli altri esercizi ricettivi della zona verrebbero letteralmente soffocati o magari assorbiti.

Inoltre, chi non usufruirà delle strutture ricettive (leggi la maggior parte dei Sardi) dovrà accontentarsi degli spazi residui.

Prima di stabilire un criterio di associazione delle zone demaniali, frutto anche di un preventivo V.A.S., la Giunta Regionale dovrebbe migliorare e verificare le indicazioni per la gestione delle spiagge (pulizia, mantenimento, ecc.)

Ecco il testoinviato:

alla Commissione europea,

al Presidente della Regione autonoma della Sardegna,

i sottoscritti cittadini italiani,

premesso che

- con la deliberazione n. 24/24 del 19 maggio 2009 la Giunta regionale della Sardegna ha dettato norme generali di programma per le concessioni demaniali delle spiagge a fini turistici in favore degli esercizi ricettivi che prevedono addirittura fino a 9 metri quadri di concessione per ogni camera;

- con questi criteri, secondo stime necessariamente approssimative, potranno essere concessi ad alberghi ed altri servizi ricettivi più di 40 mila ettari di spiagge sarde, oltre alle altre concessioni in favore di stabilimenti balneari, ecc. rendendo sempre più difficile e penalizzato l’accesso pubblico alle spiagge per i residenti ed i turisti, senza alcuna valutazione degli impatti sull’ambiente costiero;

- numerose aree costiere sono siti di importanza comunitaria ai sensi della direttiva “habitat” n. 92/43/CEE e non è stata fatta alcuna procedura di valutazione ambientale strategica, pur necessaria;
- alla Commissione europea di accertare se con la deliberazione citata sia stato rispettato il diritto comunitario,

- al Presidente della Regione autonoma della Sardegna di procedere alla revoca della citata deliberazione perché palesemente lesiva degli interessi pubblici della fruizione collettiva delle spiagge e della loro salvaguardia ambientale.

Se anche tu vuoi sottoscrivere la petizione clicca qui

Maggiori informazioni su: | Gruppo di intervento Giuridico |

Spazio vuoto, lo vuoi tu? Contattami ;)
  • Sergio

    Sono stanco, stanco di vedere la sardegna usurpata dagli stessi sardi che sporcano le spiagge, la usano e costruiscono scempi come quelle baracche adibite a ristoranti di ricci sulla litoranea di quartu che veramente usurpano l’ambiente. Ma il sardo non sa fare altro che lamentarsi a prescindere, sopratutto quando si vede privato della libertà di poter andare a farsi un paio di orette al poetto, sulla costa di chia o villasimius. Già li sento: “Oh mio dio dove porterò mia moglie e miei figli la domenica!” oppure “Dove andrò ad spalmarmi gli oli abbronzanti sui muscoli e a fare le passeggiate o meglio dire sfilate di chilometri nel bagnoasciuga”. E poi si va a pagare un gelato 3 euro o una coca cola 4 euro nei chioschi “molto IN” alla quarta fermata o ancor meglio ci prendiamo 2 sdraio e un ombrellone 35 euro alle dune di chia ad agosto dove se non consumi non puoi andare in bagno. Ma come si fa! Siamo già privatizzati da gente che crede di essere imprenditore e non lo è! Scusate, ma non mi va, non ci sto! Era ormai da tempo che aspettavo un governo che prendesse in mano la situazione e che desse ai sardi quel che i sardi meritano: avere un lavoro, vivere nella loro terra invece di andare a lavorare in ogni angolo più sperduto dell’italia ed essere identificati solo come “grandi lavoratori” e ve lo dice uno che l’ha fatto per anni. E non mi va di sentire la solita solfa di perbenismo ambientalista speudo comunista verde da gente che invece di andare a votare la domenica va al mare e se ne frega della politica e di tutto quello che gli sta intorno. Non va bene! bisogna smetterla con questi atteggiamenti passivi. Che si facciano le spiagge private, i grandi complessi turistici, che si sfrutti il patrimonio e si renda migliore la sardegna, che i sardi siano agevolati nelle entrate nella spiaggia, che vengano obbligati i colossi che vorranno investire nella sardegna al mantenimento della sardegna e degli stessi sardi. Siete così felici di lavorare nei call center, di avere contratti a progetto, di andare in un poetto arido di apiaggia fina. Che si pensi a dare una possibilità alla sardegna di migliorare se stessa e il suo popolo di ottima gente che mertita e lavora. E che si abbia il buon senso di dire che se una cosa non la sappiamo fare, che la faccia un altro al posto nostro. Perchè si può sempre migliorare, e la storia ci insegna che non tutti i cambiamenti vengono per nuocere.
    Grazie per lo spazio a Luigi e al suo Blog.

  • http://www.luviweb.it admin

    Ciao Sergio,

    Forse ho sintetizzato in maniera eccessiva, ma quello che i gruppi ambientalisti contestano non è la privatizzazione della spiaggia in se ma la mancanza di garanzie sulla tutela ambientale.

    Da questo punto di vista la tua posizione mi sembra in linea con quella della petizione.

    Ben vengano gli investitori, ben venga la valorizzazione del territorio sardo e ben venga l’imprenditore italiano o straniero con maturata esperienza nel campo dei servizi, ma sempre nel rispetto dell’ambiente.

    Non prendertela se qualcuno la pensa in maniera differente dalla tua o ha stili differenti dal tuo, vivi secondo le tue regole, seguendo quelli che ritieni siano i tuoi valori.

    Buona giornata

    Luigi

  • http://www.pc-village.it Sergio

    Ciao Luigi.
    Cito testualmente dalla petizione:
    “con questi criteri, secondo stime necessariamente approssimative, potranno essere concessi ad alberghi ed altri servizi ricettivi più di 40 mila ettari di spiagge sarde, oltre alle altre concessioni in favore di stabilimenti balneari, ecc. rendendo sempre più difficile e penalizzato l’accesso pubblico alle spiagge per i residenti ed i turisti, senza alcuna valutazione degli impatti sull’ambiente costiero”.
    E sottolineo che è stato scritto prima: “rendendo sempre più difficile e penalizzato l’accesso pubblico alle spiagge per i residenti ed i turisti” e dopo: “senza alcuna valutazione degli impatti sull’ambiente costiero”.
    Ora voglio che qualcuno mi dimostri come in questo caso si possa costruire “senza alcuna valutazione degli impatti ambientali”. Forse chi scrive non sa com’è complessa la burocrazia italiana e quante garanzie chieda agli imprenditori edili e invece di scrivere “senza alcuna valutazione degli impatti sull’ambiente costiero” potrebbero scrivere: “si richiede la valorizzazione delle coste e la tutela dell’ambiente”. Cosa che ti garantisco sarà fatta senza bisogno di petizioni.
    Ma qua parliamoci chiaro, qua si tratta della preoccupazione dei sardi di non poter scendere in spiaggia senza pagare.
    Buona giornata.